Questa è la storia di due bambini che con un pizzico di fiducia e pazienza hanno fatto un grande passo lasciando a bocca aperta tutti!

Ma andiamo con ordine. Ogni anno, tra maggio e giugno, diamo la possibilità ad alcuni bambini del corso di propedeutica al karate di venire a fare un periodo di prova al corso di karate ragazzi.

Quest’opportunità viene data o a bambini particolarmente meritevoli oppure a quei bambini che l’anno successivo dovrebbero passare al corso di karate ragazzi. Così facendo diamo loro la possibilità di fare un periodo di inserimento, di conoscere i loro futuri compagni, di fargli provare le differenze tra il corso di propedeutica e quello di karate ragazzi…e questo permette anche a noi di avere la possibilità di vedere se i bambini sono effettivamente pronti a cambiare corso oppure se è meglio tenerli ancora un po’ nel corso di propedeutica.

Quest’anno è stato il turno di Antonio e Gabriele che, contro ogni previsione, hanno sorpreso davvero tutti, non solo i rispettivi genitori, ma anche noi!

Era il primo lunedì di giugno quando questi due piccoli ometti sono venuti alla loro prima lezione di karate per ragazzi.

Per loro era un bel passo avanti: passavano da una lezione settimanale da 45’ ad una lezione di un’ora e trenta minuti. Da una lezione prevalentemente basata sul gioco ad una lezione dove si inseriscono in maniera più importante elementi tecnici.

Oltre a questo, per la prima volta, si trovano a doversi confrontare con ragazzi più grandi e a dover seguire le regole dei ragazzi più grandi e , tra queste, c’è lo spauracchio del 90% dei genitori: nello spogliatoio ci si cambia da soli, mamma o papà non possono entrare.

Quando mettiamo i genitori davanti a questa regola spesso ci guardano come se fossimo degli alieni e ci dicono:

“Ma farà pasticci!”

“Ci metterà 3 ore a cambiarsi”

“Non sa nemmeno legarsi le scarpe da solo”

I bambini invece, hanno due possibili reazioni:

  1. Felicità per sentirsi “più grandi e responsabili”
  2. Sconforto perché mamma o papà non li possono aiutare (in questi casi spesso sono bambini che non si sono mai messi nemmeno la maglietta da soli)

Questa regola in realtà ha un suo perché. Sia io che Valeria sappiamo bene che i bambini sono dei paciugoni. Si perdono, alle volte si dimenticano di mettersi le calze, qualche volta si mettono la maglietta al contrario o fanno anche di peggio (e vederli uscire dallo spogliatoio tutti sconquassati è uno spettacolo 😂) ma questa semplice cosa serve per iniziare a responsabilizzarli.

Abbiamo avuto ragazzi di 14 anni che si sono lamentati perché la mamma non gli aveva messo l’acqua nella borsa. 

Una volta un ragazzino di 11 anni ha ordinato al papà di potargli al borsa della palestra e questo ha ubbidito celermente 😳 ora, io parto dal presupposto che mia madre (e probabilmente anche la tua), per non parlare di mio padre, per un pezzo del genere mi avrebbe tolto la voglia di vivere, ma al di fuori di questo, un karateka (ovvero un praticante di karate) dev’essere responsabile delle sue cose, della sua attrezzatura da allenamento e di se stesso, indipendentemente dall’età, ecco perché diventa importante responsabilizzare i bambini a piccole dosi.

Come ogni bambino anche Gabriele ed Antonio hanno dovuto affrontare la “prova” del corso di karate ragazzi e con loro anche i loro genitori ed ecco come è andata.

Alla scoperta della notizia sia la mamma di Antonio che il papà di Gabriele si sono impensieriti. La prima cosa che hanno pensato è che avrebbero fatto un pasticcio, non sarebbero stati in grado di cambiarsi o ci avrebbero messo dei tempi biblici.

I due bambini invece, dopo un primo attimo di sgomento si sono rimboccati le maniche e sono andati a cambiarsi e…vuoi sapere com’è finita?

Non solo che ci hanno messo meno tempo di alcuni bambini più grandi di loro, ma alla fine della lezione, Gabriele si è pure fatto la doccia da solo!

Oltre a questo, dopo aver vissuto quest’esperienza, non solo i due bambini erano contentissimi (non sai quante volte hanno ripetuto alla mamma o al papà: “hai visto che mi sono cambiato da solo!”), ma oltre ad essersi sentiti più grandi hanno anche iniziato a comportarsi in maniera leggermente diversa rispetto al solito.

Tutto questo grazie ad un pochino di fiducia ed un goccio di pazienza ☺️

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