Immaginati di essere un’ hostess che ha appena imbarcato tutti i passeggeri.

Hai effettuato tutti i controlli, dato l’ok per la partenza è tutto calmo ed il volo procede bene, fino a quando un tizio, decisamente alticcio, inizia a farti delle avance mentre gli servi da bere.

Tu lo respingi educatamente, ma questo continua ad insistere e, non contento, inizia ad importunare anche con le tue colleghe.

Così ti trovi a 5000 metri da terra, chiusa in un aereo, con un equipaggio solo femminile e questo tizio a dover gestire un tizio maleducato, ubriaco e molesto.

Questo è quello che mi è capitato di vedere mentre tornavo da un corso che avevo tenuto in Inghilterra.

Un’esperienza decisamente spiacevole, non tanto per noi viaggiattori quanto per le povere hostess che non sapevano assolutamente come gestire la situazione.

È stato interessante, però, analizzare il comportamento del molestatore e delle ragazze.

Nonostante le ragazze sembrassero fredde, tranquille, gentili, ma risolute, il tono della loro voce, il modo che avevano di muoversi, di guardare in giro, di guardarsi, diceva tutto il contrario: le ragazze avevano evidentemente paura e lo dimostravano.

Questo ha fatto sì che il molestatore, pur non essendo un laureato in psicologia (presumo) se ne sia accorto e ha preso il controllo della situazione.

Alla fine le ragazze cedevano regolarmente ad ogni sua richiesta (un bacio sulla guancia, una foto, un drink, ecc.) e lo facevano non tanto per la “politica aziendale” ma per timore

Questo è uno di quei casi in cui è lampante come l’atteggiamento mentale ed il linguaggio corporeo dicono molto più di noi agli altri rispetto a quello che crediamo.

L’atteggiamento mentale è la nostra arma princiale

– Jeff Cooper

Ti sembrerà semplicistico, superfluo, eccessivo, ma è estramente vero: il tuo primo strumento di difesa personale è il tuo atteggiamento mentale.

Su questo aspetto cerco di lavorare molto durante i corsi di difesa personale femminile e all’inzio molte ragazze non ci danno importanza, credono sia facile, ma quando poi “si trovano in mezzo alla mischia” cambiano idea.

Durante gli esercizi di difesa verbale, accade frequentamente che le corsiste rispondano all’istruttore una determinata maniera, magari anche alzando la voce, ma che col corpo dicano esattamente l’opposto.

Iniziano a chiudersi in se stesse ad arretrare vistosamente a distogliere lo sguardo dall’istruttore che parla con loro e fa la voce grossa.

Questo è un po’ quello che è successo alle ragazze sul volo in cui ero io: dicevano di no con le parole, ma il corpo diceva altro e il molestatore ha prevalso.

Se decidi di non farti avvicinare da una persona, di volerla tenere a distanza, di non darle ispazzio, insomma se decidi di dirle “NO!”, questo “NO!” dev’essere convincente e saldo.

Ti devi imporre, anche educatamente, ma ti devi far valere, ed il tuo linguaggio corporeo, in questo caso ti può tradire fino, addirittura, a dire tutto l’opposto di quello che stai dicendo con la voce e arrivando al punto di  alimentare le intenzioni dell’aggressore.

Ricordati sempre che ogni giorno comunichi non solo con le parole, ma anche con i silenzi, con i gesti, con il tuo modo di camminare e queste vie comunicative, se le vogliamo chiamare così, sono importanti non solo con i tuoi i cari, ma anche con chi vuoi che ti stia alla larga.

Pensi che sia difficile? Impossibile? Che siano tutte scemate? Perché tu sei solo una povera, minuta ed indifesa ragazza?

Allora pensa ad un dolce, morbido e coccoloso gattino, uno di quei mici che vorreste solo strapazzare di coccole, se questo dolcissimo gattino fosse chiuso in un angolo, con il pelo dritto e ti soffiasse facendoti vedere i denti…lo vorresti ancora coccolare? Il principio è lo stesso…

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