Meglio essere “cagasotto” che Marines!

Qualche giorno fa ho ricevuto una bella mail da una ragazza che ha frequentato un mio seminario gratuito sulla protezione femminile e la sicurezza personale.

Questa mail è stata così interessante che, dopo averle chiesto il permesso, ho deciso di condividerla con te perché, oltre toccare qualche punto che credo sia veramente importante da snocciolare, ritengo faccia alcune domande e alcune osservazioni in cui penso che anche tu ti ci possa ritrovare.

Ciao Eugenio,

leggo la mail solo ora e non ho ancora avuto modo di scaricare il manuale. Lo farò nei prossimi giorni (Letizia ha richiesto il Manuale di Auto-Protezione femminile che puoi scaricare cliccando qui).

Ed ora ecco la mia opinione sincera come tu mi chiedi…ho fatto questo seminario per curiosità e perché sono la classica “cagasotto” che va in giro pensando che ci sia sempre l’agguato dietro l’angolo!! Ho sentito parlare di qualche corso di difesa personale a cui non ho mai partecipato perché mi sembrava che alla base di tutto ci fosse molta “esaltazione”, passami il termine. 

Non ho riscontrato questo ieri sera e la cosa mi ha fatto molto piacere. Sentire che è meglio “patteggiare” prima di arrivare al peggio è sicuramente una cosa che mi ha colpita. 

Personalmente penso che per quanto una donna sia preparata, la forza fisica di un uomo è troppo superiore e la donna troppo facilmente soccombe.

Inoltre gioca molto il lato psicologico perché quando vieni preso alla sprovvista il tuo cervello impiega un tot di secondi per capire la situazione in cui si trova e in quei secondi sei disarmato quindi devi avere una grande freddezza e lucidità per far fronte a situazioni di questo tipo.

Quello che secondo me è importante quindi non è solo il lato fisico ma ancor di più acquisire quella freddezza di cui ti ho parlato.

Come dicevi tu quando arrivi allo scontro fisico sei già oltre. E comunque ti fai male.

Per cui ritengo più importante la parte di prevenzione e scontro verbale.

Anche se avere qualche tecnica fisica ti da sicuramente una sicurezza in più.

Ci sarebbe da scrivere un papiro e per email è un po’ difficile!! 

Il seminario non è stato per niente noioso ed è normale dilungarsi con argomenti del genere.

È interessante anche la parte sullo spray.

Buona serata

Letizia

Ed ecco la mia risposta:

Ciao Letizia,

perdonami se mi sono fatto aspettare un po’, ma ci tenevo a prendermi il giusto tempo per rispondere bene alla tua mail che ha un paio punti che vale la pena spulciare.

Stai tranquilla, non sei l’unica ad essere “cagasotto”. Io per primo vado sempre in giro con le antenne tirate ben su e sto particolarmente attento a quello che succede attorno a me. Prima di tutto perché questo mi permette di evitare finire nella cioccolata, in secondo luogo perché purtroppo i tempi stanno cambiando sempre di più e non è facile uscire di casa sereni come negli anni ’90 e infine perché ho una terribile paura di dover essere costretto a difendermi. Sì hai capito bene! 

Magari tu dirai “Ma come? Tu insegni queste cose e hai paura di venire alle mani?”

Ebbene sì. Proprio perché le studio e le insegno so quanto possa essere pericolosa un’aggressione, so come potrei tornare conciato a casa e so che non è un gioco o uno sport per questo cerco di evitarle a tutti i costi e per questo ne ho estremamente paura ed è questa paura che mi permette di essere vigile e prevenire. Poi ovvio, se mai mi troverò costretto a difendermi lo farò, venderò cara la pelle, ma il miglior combattimento è sempre quello che si evita.

Spesso i corsi di difesa personale campano sul mito del super uomo o della super donna, sul fatto che insegnano tecniche definitive, che ti permettono di essere “invincibile”, sul fatto che il metodo di combattimento che ti insegnano è il migliore…beh, balle! Non esiste una tecnica migliore dell’altra, non esiste un metodo migliore di un altro così come non esiste un metodo che ti garantisce di vincere sempre. Ci sono troppe variabili, ci sono troppe forze in campo e studiare. Allenarsi, prepararci ci permette di essere più pronti se quel momento arriverà, ma un percorso corretto ti insegna soprattutto ad evitare che quel momento arrivi, a giocare di astuzia e poi a cercare di tirare fuori le palle se per caso tutto quello che hai fatto prima non è stato sufficiente.

Un metodo corretto aumenta la sicurezza di te stessa perché se mai ti dovessi trovare in una situazione di pericolo il tuo cervello non sarà troppo sconvolto in quanto una situazione simile l’hai già vissuta e non sarai presa alla sprovvista.

È vero che una donna è generalmente meno forte di un uomo. È per questo che determinate soluzioni tecniche non dovrebbero essere considerate, quantomeno in un percorso formativo base. Soluzioni come leve articolari, bloccaggi, controlli, proiezioni ti fanno trovare, a meno che tu non sia un’esperta, proprio in quelle situazioni in cui la forza conta e dove è altamente probabile che la donna soccomba .

È anche vero, però, che quando un uomo aggredisce una donna non si aspetta una reazione violenta, non si aspetta che la donna picchi duro e non si aspetta determinate strategie (di semplicissima applicazione) proprio perché parte dal piedistallo della sua superiorità e questo gioca a vantaggio della donna e a sfavore dell’uomo. Ricordati sempre che un colpo sul naso o una ginocchiata nei genitali fanno male ad un uomo indipendente dal fatto che tu sia più o meno forte di lui e che nel momento in cui reagisci è altamente probabile che l’aggressore scelga di andare via e cerchi una vittima più debole.

Non posso nemmeno darti torto riguardo i tempi di risposta necessari al cervello. Purtroppo s’impiegano un tot di secondi per leggere una situazione e intavolare una strategia di risposta se si viene presi alla sprovvista, ma è proprio qui che gioca un ruolo basilare, come dicevi tu e come hai ben capito, la prevenzione.

La prevenzione permette al cervello di essere sempre vigile e pronto a leggere la situazione e di ridurre drasticamente i tempi di risposta.

Tutto quello di cui abbiamo parlato, però, non è sufficiente se non ti esercizi sotto stress indotto perché questo tipo di allenamento ti permette di  abituarti, attraverso un percorso formativo, a livelli di stress simili a quelli di una situazione reale, ad imparare a leggerli e a gestirli.

Riguardo quest’ultima parte vorrei spiegarmi un pochino meglio.

Sia tu che Letizia dovete fare molta attenzione su questo punto: gli esercizi sotto stress stanno iniziando ad andare di moda e questo è un problema!

Sono sempre di più i corsi che promettono esercitazioni sotto stress, ma spesso ci si ritrova in mezzo ad esercitazioni para militari che sono molto faticose, pesanti sia a livello fisico e psicologico e non è quello che serve davvero ad una persona normale che vuole imparare a difendersi.

Mi spiego meglio: come diceva il buon vecchio Verchoshanskij (un genio di quello che è la programmazione sportiva) l’allenamento dev’essere specifico.

Fare 50 giri di corsa, 100 addominali, 50 piegamenti con uno che ti urla nelle orecchie e poi andare ad applicare le tecniche che hai studiato in questo caso serve a poco e niente se non ad alimentare l’esaltazione di alcune persone che si iscrivono a questi percorsi per diventare i Navy Seals de noi altri.

Questo tipo di esercitazioni servono appunto ai militari che si devono preparare ad affrontare determinati scenari e determinati pericoli e che devono avere una certa mentalità

Certo le intensificazioni fisiche o metaboliche possono essere utili anche a chi vuole imparare a difendersi dai pericoli della strada, ma devono avere un loro perché, essere sostenute da un progetto o da un obbiettivo e non fatte a casaccio con il solo scopo di scoppiare chi si allena.

Una persona normale che vuole imparare a difendersi dovrà “calarsi nella parte” andare vicino a quello che potrebbe essere la sua realtà e in questo caso le esercitazioni sotto stress devono essere un percorso a gradini che porta sempre più vicino a questo, al mondo della strada e che rispetta le possibilità di una persona normale.

Quindi cerca di capire cosa si intende per esercitazioni sotto stress o di simulazione perché spesso questa tipologia di allenamento è lontana da quello che dovrebbe essere.

P.s. 

Anche tu sei come Letizia e pensi che dietro ogni angolo possa esserci un pericolo oppure sei più distratta e ti curi poco di quello che succede a te? Sentiti libera di rispondere a questa domanda o di commentare l’articolo nella sezioni “commenti” qui sotto

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