Nel karate e nelle arti marziali si parla spesso del “qui ed ora” o meglio, si parla dell’essere nel “qui ed ora”.

Questo significa, a grandi linee, essere presenti in quello che si sta facendo ed in quello che si è in ogni momento, senza farsi distrarre ne dal presente ne dal futuro.

Nessun pensiero ai problemi, agli impegni, alle cose future ne, tantomeno, a quelle passate…bella storia, e cosa ci vuole?!

Quando poi uno ci prova scopre che è una cosa molto più facile a dirsi che farsi; soprattutto per un occidentale immerso nella vita frenetica e colma di distrazioni in cui viviamo oggi; o almeno per me lo è, nonostante pratichi queste discipline da parecchio tempo e sia affascinato dalla cultura orientale.

Perché provare ad essere nel “qui ed ora” è un po’ come provare a concentrarsi per studiare.

Ti metti lì, tranquillo, spegni la tv, la radio, metti lontano il cellulare e ripeti a te stesso “ora non mi distrarrò” e poi… “DRIIN” il cellulare. Tu lo guardi, potrebbe essere importante, e nel giro di 30 secondi hai già scritto uno status su facebook, messo la musica a palla e, con la scusa di fare ordine, balli “I want to break free” dei Queen impugnando una scopa…e la concentrazione è andata a quel paese.

Beh, essere nel qui ed ora è simile. Stai facendo un kata di karate, parti con le migliori intenzioni e poi ti trovi in un attimo a pensare alla tenuta della posizione, all’uso dell’anca, alla respirazione, al quel passaggio che sbagli ogni volta e il qui ed ora se ne è andato a farsi benedire.

A questo punto viene da farsi due domande:
Ma se è così impegnativo, quantomeno all’inizio, perché cercare di essere nel “qui ed ora”?
Ci sono dei “trucchi” per riuscirci?

Beh, riuscire ad essere nel “qui ed ora”, per la mia minima esperienza, ti permette di goderti di più le cose, di fare le cose meglio e, sotto un certo punto di vista, di essere molto più produttivo, per questo non sarebbe male riuscirci non solo quando ci si allena nel karate ma in tutte le cose della vita. Quindi io direi che i pro superano i contro.

Per quanto riguarda i trucchi, il mio consiglio è: togli le distrazioni ed inizia dalle cose semplici…come mangiare un bel piatto di pasta al pomodoro! Hai mai provato a farlo?

Na, na, na! Lo so che mangi la pasta! Ma hai mai provato a mangiarla sul serio? Sì, sul serio! Mangiare la pasta con la tv accesa, zombizzato dallo schermo, senza curarti di come sia apparecchiata la tavola, di che pasta sia, trangugiandola perché devi andare a lavorare o a studiare o giocare con la play non è mangiare la pasta.

Allora: prima di tutto spegni la tv! Spegni la radio, stacca il cellulare, insomma togli ogni possibile fonte di distrazione! Sì, ma devi farlo sul serio!! Questa, secondo me, è la cosa più importante!

Devi essere tranquillo ed in silenzio. Guarda il piatto, mangialo prima con gli occhi, apprezzalo. Ammira come la pasta è posta nel piatto, i colori, il contrasto con il bianco del piatto, apprezzane il profumo.

Fai su la pasta con attenzione, cerca di fare sì che il boccone sia bello e poi mangialo! Masticalo con calma, masticalo bene, magari chiudi gli occhi, per togliere ogni altra possibile distrazione. Cerca di apprezzare la consistenza della pasta, la dolcezza del sugo, il gusto del parmigiano.

Lo so…sembra una cosa strana, ma tu provaci e ti assicuro che scoprirai un nuovo modo per mangiare…oltre che scoprirai un po’ di più cosa vuol dire “qui ed ora”.

So anche che non è una cosa facile e che “mangiare con lo zen” possa sembrare sciocco, ma come viene raccontato in una storia:
“Un giorno un allievo chiese al proprio maestro:
≪Maestro, cos’hai imparato dopo aver raggiunto l’illuminazione≫
≪Ho imparato a mangiare quando mangio, a bere quando bevo, a camminare quando cammino≫”

e poi, guarda il lato positivo: questo tipo di allenamento richiede solo due cose: un po’ di concentrazione ed un buon appetito!

Alla prossima,

Eugenio

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