Oggi voglio farti conoscere una persona speciale!

Speciale perché ha una tempra invidiabile, non si lascia fermare dai luoghi comuni e soprattutto perché vive seguendo un motto, a parer mio meraviglioso, ovvero:

“È inutile porsi dei limiti…tanto arrivano da soli!”

Questa persona si chiama Claudia ed è una signora che ha superato i 60 anni (l’età di una signora non si svela mai e già così, forse, ho detto troppo!) e la cosa che la rende davvero unica è che è la mia allieva più anziana in karate!

Aspetta, non credere che abbia iniziato da ragazza o da bambina e che sia chissà che Dan (i gradi della cintura nera), no, no! Un giorno questa signora arriva da me e mi dice:

“Io vorrei iniziare a far karate! È una cosa che ho sempre voluto fare, mi ha sempre affascinato, ma per motivi di tempo e di orari non sono mai riuscita…e così vorrei iniziare adesso!”

E allora eccola lì, non più giovanissima, la nostra Claudia si mette il karetegi e la sua cintura bianca 2 volte alla settimana e pratica karate, nonostante non sia più una ragazzina, nonostante qualche acciacco e qualche difficolta e in barba a tutti quelli che (erroneamente) credono che il karate o lo inizi da bambino oppure è meglio che non lo inizia affatto.

Ti ho raccontato questa breve storia perché sono tantissime le persone che ho conosciuto e che conosco che mi dicono: “Ah! Bello il karate! Mi piacerebbe praticarlo ma purtroppo sono troppo vecchio”.

C’è questa assurda e stupida convinzione che il karate o lo si inizia da bambini oppure è meglio stare a casa ed è una convinzione del tutto errata!

Il karate si pratica per tutta la vita

Come diceva il Maestro Ghicin Funakoshi, l’ideatore dello Shootokan, lo stile che pratico ed insegno, il karate è per tutta la vita.

È vero: una volta c’era una concezione di karate molto dura, secca, estrema e forse non era la disciplina più adatta a tutti, ma i tempi cambiano e il karate muta con il tempo (proprio secondo il volere dello stesso Funakoshi).

Oggi il karate è cambiato anche solo rispetto a 20 anni fa.

Negli anni ’70, ’80 e ’90 i Maestri erano figli di percorsi formativi non sempre congrui, dove spesso si seguivano gli insegnamenti dei Giapponesi senza ragionare.

Il mito dell'età nel karate

Non si pensava al fatto che i giapponesi hanno una conformazione differente da quella degli occidentali, non si ragionava sulla biomeccanica e sull’anatomia e soprattutto si seguivano fedelmente i principi di Yoshitaka Funakoshi, figlio di Ghicin, che estremizzò tutto a causa di un diverso approccio al karate dovuto da alcuni problemi che gli facevano vedere la vita in modo decisamente pessimista (Yoshitaka era malato di tubercolosi; all’epoca era come avere una condanna a morte – Yoshitaka morì a 40 anni – per questo lui non era interessato al rispetto del corpo e al preservarsi negli anni, il suo karate era il karate di una fiamma che brucia veloce: potente, estremo ma anche auto-distruttivo).

Oggi si sta riscoprendo il rispetto per il corpo che ha quest’arte raffinata, si sta tornando sempre più alle origini, a Funakoshi, rendendo tutto più anatomicamente corretto in maniera tale da:

  • Evitare danni articolari;
  • Rispettare le possibilità di ogni praticante;
  • Renderlo una pratica di salute psico-fisica;
  • Farlo praticare a chiunque, indipendentemente dall’età

Il karate non è poi tanto lontano dallo yoga o da altre discipline similari: è un percorso alla scoperta di se stessi che inizia imparando ad utilizzare e sentire il proprio corpo per poi passare a sentire ed analizzare noi stessi; che passa dal tangibile all’intangibile e beh…non c’è età che limiti questo percorso.

Non è vero che si può iniziare il karate solo da bambini (a meno che non si voglia diventare dei campioni, ma questo è un altro discorso), anzi, spesso da adulti si ha una maturità maggiore per comprendere ed avvicinarsi a certi concetti propri del karate che da giovani sono difficili da digerire; quindi il “mito dell’età” è una bufala!!

Se ti va di iniziare questo percorso, se ti va di metterti in gioco, imparare qualcosa su di te, sulle tue paure, sulle tue debolezze, se ti varcare la soglia di un Dojo…beh fallo! Che tu abbia 6, 10, 16, 30, 50 o 70 anni!

Da quel momento ogni pugno che tirerai non sarà altro che un colpo di piccone che scaverà sempre più dentro di te…

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