Spesso la gente non lo capisce e vive la sua intera esistenza fino a quel momento non curante della cosa… magari lo stai facendo anche tu.

Non ci si pensa o si crede che a noi non succederà mai e poi…ci troviamo in mezzo a quel vortice e non sappiamo come reagire, come cercare di uscirne o anche, semplicemente, come stare a galla e resistere fino a quando non finirà.

Oggi molti (e magari anche tu) non sono più preparati ad affrontare questo genere di cose a causa della società in cui viviamo, dell’apparente calma e pace in cui si crede di essere.

Pensano che possano succedere sempre agli altri, di essere immuni, di essere salvi, fino a quando quel momento non tocca anche loro, non li scuote, non li turba ed eccoli lì: nel panico, senza difese, che non sanno cosa fare, come muoversi dove andare…

Mi riferisco a quel momento nella vita (e fidati, se non è già arrivato arriverà prima o poi) in cui dovrai combattere.

Oggi però non si combatte più con le armi, le armature, gli scudi; oggi il combattimento è celato agli occhi di molti e interessa solo noi.

Si combatte a scuola con il prof., gli studenti, con i compagni che ti denigrano, si combatte al lavoro con il proprio datore di lavoro o con i colleghi, si combatte per arrivare a fine mese, si combatte per la salute tua o di una persona a cui vuoi bene

…prima o poi nella vita tutti avremo la nostra chiamata alle armi…ma non siamo minimamente preparati e ci continuiamo a far finta di niente.

Non siamo preparati a resistere, a dare il meglio di noi, a raschiare il fondo del barile! Non siamo più preparati a tenere la testa alta e non mollare.

E allora cosa succede? Succede che pian piano ti sgretoli, crolli, ti arrendi e ti lasci andare…ed è proprio qui che arriva uno dei più grandi insegnamenti del karate!

Il karate ti insegna a combattere a resistere e non demordere fino a quando non passa la tempesta.

Il Maestro Funakoshi scriveva:

“Il karate ci insegna che le avversità ci colpiscono quando si rinuncia”

Fra i 20 precetti del Niju Kun (i 20 precetti della casa dell’onda dei Pini, ovvero le regole de buon karateka, se vogliamo chiamarle così) questo, a parer mio, è uno di quelli più densi di significato ed estremamente vero.

Tramite l’allenamento,  la pratica e la conoscenza di te il karate ti insegna a combattere e a sopportare quello che, una volta, ti sembrava insopportabile.

Ma non ti sto parlando, questa volta, di un vero combattimento fisico contro uno o più avversari, ma del combattimento più difficile: quello contro te stesso, contro le tue debolezze, le tue incertezze e le tue paure…quello contro la tua mente.

Eh sì, perché la mente può essere un’alleato potente se la impari a gestire e ad usare, ma può anche essere la tua acerrima nemica, remandoti contro ogni volta che può, avvilendoti, smontando la tua autostima, trovando del vero là dove del vero non c’è.

Ad ogni allenamento di karate ti scontri con la tua mente, contro quelli che credi siano i tuoi limiti, ma se hai pazienza, costanza e prendi il tutto seriamente, arrivi a capire che nei momenti difficili, al contrario di quello che la tua mente ti vuole far credere, tu hai tutte le capacità e la forza necessaria per andare oltre, per vincere, o quantomeno per resistere.

Questo nel karate si chiama Osu No Senshin

Ma c’è bisogno di sforzo, fatica, perseveranza perché la tua mente, come un piccolo tarlo, appena trova una piccola falla inizia a sussurrati che non ce la puoi fare, che non ne sei in grado, che sei debole, cercando di sgretolare il tuo spirito e ciò in cui credi.

Con il tempo e l’allenamento però, il karate ti fa comprendere che questo non è vero, che:

La tua mente mente inesorabilmente

e che è proprio quando rinunci, quando molli con la testa, quando tentenni per un attimo che tutto crolla e che il tuo avversario (prof, persona, malattia, situazione di crisi) riesce a fregarti e tu perdi davvero…perché alle volte le più grandi vittorie personali non sono quelle dalle quali tu esci vincitore agli occhi degli altri, ma quelle in cui tu sai di aver vinto te stesso; d’altronde, come scrive sempre Funakoshi nel Niju Kun:

Non pensare a vincere, pensa piuttosto a non perdere.

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