Se ne sta lì, fermo, sereno, rilassato eppure è nel punto di massima concentrazione.

Il suo corpo è detensionato, quasi rilassato, ma le vene tradiscono la sua grande tensione. Al primo passo falso, appena arriverà il momento opportuno lui scatterà.

Nulla lo può distrarre dal suo obbiettivo, nulla può distogliere il suo sguardo profondo, teso ma non impaurito, lo sguardo di un uomo che sta per lottare per la sua vita ed ha accettato consapevolmente e serenamente ciò che questo comporta.

Il David di Michelangelo è l’esempio occidentale (forse) più antico di Zanshin ovvero di mente presente.

Lo Zanshin un comportamento caratteristico di chi pratica karate.

Questo termine è composto da due ideogrammi “zan”= mantenere e “shin” spirito, e viene tradotto come “mantenere lo spirito allerta”.

Detta così potrebbe sembrare qualcosa di facile, ma non lo è perché il vero Zanshin nasce da una concentrazione profonda attuata da tutti i sensi e rivolta ad un particolare momento o ad una determinata azione, fisica e/o mentale ovvero al  “qui ed ora”.

 

«Attieniti soltanto al qui ed ora, senza distrazioni. Anziché sforzarti in altre attività, concentrati di volta in volta su quest’unico pensiero.»

Hagakure. Il codice dei samurai, TSUNEMOTO YAMAMOTO, BUR biblioteca Univ. Rizzoli, 2003

Oggi siamo sempre più distratti e abbiamo sempre più pensieri che ci girano per la testa a causa della velocità del a cui gira il mondo, dello stress, dei ritmi di vita; e oggi come non mai questa pratica, che potrebbe sembrare tanto semplice, diventa tanto difficile quanto mai importante.

Imparare lo Zanshin ti permette di vivere attivamente, concentrandoti sull’attimo che stai vivendo, assaporandolo e non vivendo in modo passivo e vuoto perché, una volta imparato, lo Zanshin può essere pratica quotidiana.

Ogni azione, anche la più banale può avere un suo Zanshin.

Ti faccio una domanda:

quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa, una cosa qualsiasi, senza distrarti o pensare ad altro? Senza guardare uno schermo o senza iniziare a vagare con la mente?

Come vedi avere Zanshin nella vita non è semplice e ti dirò di più: non è facile neanche averlo quando ci si allena, soprattutto all’inizio del proprio percorso.

A questo, in parte, servono molti rituali del karate: a preparare la mente alla concentrazione.

Se impari a mantenere lo Zanshin la tua mente non vaga tra i fatti svoltisi durante la giornata, tra i problemi da risolvere o non si proietta verso ciò che devi fare dopo.

Grazie allo Zanshin impari a rimanere fermo e concentrato su quello che sta avvenendo in quel preciso momento.

Ad esempio, quando si pratica karate, impari a non subire o accettare interferenze dall’esterno, il tuo mondo si contrarre nello spazio limitato del Dojo e niente esiste più all’infuori di questo.

Lo Zanshin ti permette di gustarti ogni attimo, ogni momento, ogni gesto perché questo è irripetibile, unico e fugace.

Potrai tirare mille pugni davanti allo specchio, ma nessuno di essi sarà uguale ad un altro, potrai eseguire milioni di volte il saluto, ma mai farai gli stessi identici movimenti. In ogni gesto, in ogni tecnica, in ogni istante, c’è una scintilla di vita, un petalo d’infinito che se imparerai ad assaporare renderà la tua esperienza di vita consapevole ed unica.

E la cosa bella è che una volta imparato lo Zanshin, questo ti accompagna sempre, anche fuori dal dojo!

Ora riguarda il David e dimmi: non è in pieno Zanshin?

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