Immaginati una gara di formula 1.

Le macchine sfrecciano a velocità assurde, i pistoni pompano nel motore come dei dannati, i piloti sono concentratissimi, curva dopo curva, staccata dopo staccata. In tutto questo però un fattore è determinante: la scelta del momento giusto in cui fare il pitstop e il tempo in cui questo viene fatto.

Bisogna fare il pitstop nel momento giusto e soprattutto bisogna farlo senza sprecare tempo.

E anche se sei primo, anche se hai 10 secondi di vantaggio sull’ultimo, non puoi permetterti di non fermarti ai box perché prima o poi la benzina finisce e le gomme si consumano e allora o non vai più avanti o non riesci a controllare la macchina.

Ecco, ora prova a trasportare questo ragionamento sull’allenamento. Il corpo funziona esattamente come una macchina e così, dopo un po’ che ti alleni, dovrai fermarti a fare rifornimento ed a cambiare le gomme, se no o non andrai più avanti o rischierai di perdere il controllo del mezzo e di farti male. Ma quando fermarsi? E soprattutto perché è necessario farlo?

In questo periodo, con l’ascesa delle metodologie di allenamento ad alta intensità, si pensa spesso che fermarsi, recuperare, sia un qualcosa di inutile; una perdita di tempo. Il problema sta nel fatto che così facendo ci dimentichiamo una delle regole d’oro dell’allenamento: noi siamo un sistema biologico e come ogni sistema biologico abbiamo risorse limitate. Questo l’uomo se lo dimentica spesso (guarda come stiamo trattando il nostro pianeta, anche lui è un sistema biologico con risorse limitate), ma senza il rispetto di questa regola prima o poi si finisce per non progredire più nell’allenamento.

Fermarsi, recuperare, riposare il giusto, a seconda del tipo di allenamento che stiamo facendo e dell’obbiettivo che abbiamo (a volte bastano anche solo 15 secondi!) ed al giusto momento ci permette di recuperare le energie che abbiamo speso durante l’esercizio e di poter continuare ad allenarci sempre alla nostra massima intensità relativa (argomento che un giorno approfondiremo perché è veramente molto importante), rendendo così l’allenamento davvero produttivo e performante; molto più produttivo, soprattutto, che andando sempre a tavoletta e fregandocene dei recuperi e della stanchezza.

Altro motivo per cui è importante recuperare è per cambiare le gomme ed evitare di perdere il controllo del mezzo.

Fermarsi un attimo, bere un sorso, e recuperare ci permette, oltre che di reidratarci, di far prendere un attimo di fiato al sistema neurale e quindi di continuare a fare gli esercizi correttamente, controllandoli e mantenendo una qualità dell’esecuzione alta; cosa importantissima per migliorare la coordinazione, insegnare al corpo ad essere più economico durante il gesto e quindi, in poche parole, per durare di più.

Ricordati, inoltre, che più vai forte e prima finisci il carburante e più vai piano e più a lungo duri.

Bene, fino a qui è tutto chiare, ma quanto bisogna recuperare?
Eh, dipende cosa stai allenando e da quali sono i tuoi obbiettivi, come ti dicevo prima. Non posso dirti i tempi di recupero che uso, sono il mio trucco del mestiere 🙂 Ma ti posso dire che la scienza ha dimostrato che in verità il corpo recupera molto prima di quello che generalmente si crede. In ogni caso tu puoi iniziare con i classici tempi di recupero che trovi in letteratura, ma sappi che se trovi il giusto trainer i tempi di recupero si possono ridurre di moltissimo…non ti immagini nemmeno di quanto! Pensa, potresti fare una seduta di forza completa in circa 1/2 ora!

Questo ti permette di spingere davvero al massimo per tutto l’allenamento mantenendo un’alta qualità e facendo degli allenamenti davvero estenuanti e soddisfacenti nel rispetto, però, del tuo organismo.

Quindi…recupera!! Sia durante l’allenamento che tra le sedute!

Alla prossima,

Eugenio

P.s.

Vorrei farti un esempio rapido di quello che ti ho detto. Un po’ di tempo fa ho iniziato a seguire una ragazza che fa Crossfit. Questa era venuta da me perché voleva riprendere ad allenarsi dopo aver avuto un problema ad un ginocchio. Prima di iniziare a buttare giù un programma di allenamento abbiamo fatto un paio di accertamenti, quattro chiacchiere e siamo andati assieme da un osteopata con cui collaboro per un consulto. Risultato? L’infortunio al ginocchio era dovuto da un eccessivo carico di lavoro, da una mancanza di recupero corretto e di un vero programma di allenamento (la ragazza si allenava tutti i giorni, i pesi le venivano dati senza un calcolo del massimale e via dicendo).

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