Perché i corsi sono divisi in fasce d’età? 

Ho deciso di dividere i corsi a seconda dell’età dei partecipanti perché questa soluzione mi dà la possibilità di creare gruppi di ragazzi omogenei e di poter lavorare sulle loro fasi sensibili, ovvero quel periodo di tempo entro il quale determinate capacità godono del miglior margine di allenabilità e miglioramento nelle varie età. La loro corretta e tempestiva stimolazione è quella che può portare i massimi benefici aumentando “l’intelligenza motoria” di tuo figlio. Interventi tardivi invece non consentiranno un adeguato sviluppo anche a fronte di un maggiore impegno.

C’è la possibilità di far fare della gare a mio figlio?

Sì. Non incentro l’allenamento dei ragazzi sull’agonismo, ma credo sinceramente che, se affrontata nella maniera corretta, dandole il giusto peso (e non quello di una competizione olimpica) e se il bambino ha piacere a parteciparvi la gara possa essere un momento di grande formazione per il ragazzo. Però non obbligo mai nessun bambino a parteciparvi, l’adesione ad una gara dev’essere una sua libera scelta, ne mia, ne dei genitori.

Tutte le regole delle arti marziali non creano un ambiente troppo severo?

La disciplina è necessaria perché altrimenti diventa difficile tenere la classe ed insegnare ai ragazzi, ma sono io il primo a non amare gli ambienti eccessivamente severi e seri. Chiediamo solo al bambino di comprendere che c’è un momento per giocare e divertirsi ed uno per lavorare ed impegnarsi. Le regole sono state fatte a loro misura e non sono mai state reputate da nessun ragazzo o genitore eccessivamente pesanti, ovvio è che però i genitori per primi devono aiutarci a farle rispettare.

È obbligatorio fare attività scalzi?

. In primo luogo è una regola delle discipline marziali che si accetta in ogni palestra. In secondo luogo l’attività scalzi permette al bambino di riprendere contatto con il terreno, di riscoprire la sensazione del piede nudo sul legno e di ricominciare a percepire la sensibilità della zona plantare. Inoltre sulla pianta del piede sono presenti una serie di baropressori (sensori di pressione) che si “addormentano” per via dell’uso continuo della scarpa, l’allenamento scalzi fa parte del percorso di riscoperta e controllo del corpo. Se per caso avessi paura di verruche o simili però ti posso assicurare che puoi stare tranquilla, da anni sanifichiamo il dojo con i prodotti della Diversy, leader mondiale dell’igiene per ospedali, ristoranti e ristorazione in generale.

Il karate è una disciplina violenta, nata per attaccare?

“Rinuncia alla violenza”, questa è una delle 5 regole auree del karate. Questa disciplina, anche se venne ideata per insegnare a difendersi, ha ben poco a che vedere con la violenza a tal punto che ogni esercizio inizia sempre con una tecnica di parata, mai con una tecnica di attacco. Chi insegna cose diverse da queste non insegna karate e chi cerca cose diverse da queste non trova spazio nel nostro dojo. È nostra premura far capire ai bambini che la violenza è un qualcosa da evitare a tutti i costi e che non è la soluzione di niente, l’idea che il karate sia una disciplina violenta deriva da un retaggio desueto nato, probabilmente, con la filmografia delle arti marziali degli anni ’70-’80, soprattutto di matrice cinese, dove sovente i giapponesi, che praticavano karate, erano i cattivi.

Mio figlio può frequentare una lezione alla settimana?

No, è richiesta la frequenza ad entrambi gli allenamenti settimanali. Il karate è una disciplina che richiede molta pratica e costanza e una frequenza sporadica porta il bambino ad apprendere poco e niente ed a diventare un peso per il gruppo. Questa nostra decisione viene da un’esperienza di 4 anni in cui abbiamo permesso ad alcuni ragazzi di frequentare una sola lezione settimanale e che ha portato costantemente a quanto appena descritto.

Il karate non è uno sport di serie B. Sviluppa la coordinazione fine, il senso del tempo, dello spazio e la percezione del corpo nello spazio oltre che il controllo di quest’ultimo, doti che richiedo molto tempo e pratica e che non possono essere sviluppate con un solo allenamento settimanale.

I ragazzi sono obbligati a fare l’esame di grado?

I ragazzi accedono all’esame di grado se hanno frequentato il 75% degli allenamenti e si pensa che siano in grado di sostenerlo, altrimenti preferiamo rimandare ad una sessione successiva. Per poter cambiare cintura, quindi, sono obbligati a sostenere l’esame che è sempre ideato in base al percorso fatto durante l’anno. Al contrario delle altre palestre però noi non riteniamo l’esame un pro forma senza significato è quindi possibile che il ragazzino non passi l’esame. Se il ragazzo pensasse che “tanto l’esame lo passa” il valore formativo di un evento del genere sarebbe del tutto nullo e il ragazzo non sarebbe spronato ad impegnarsi.

Come mai nel corso di propedeutica al karate c’è solo una lezione alla settimana e di 45 minuti?

Per quanto gli si indori la pillola il karate è pur sempre un attività che richiede attenzione e impegno. I bambini dai 4 ai 7 anni fanno fatica a reggere allenamenti più lunghi di questa durata. È stato dimostrato infatti che 45 minuti è limite massimo in cui i bambini di questa età riescono a tenere l’attenzione, per loro è già un grande sforzo, perché chiedergli di più di quello che possono dare? Per la stessa motivazione abbiamo scelto di fare una sola lezione alla settimana.

Posso assistere alle lezioni?

No, i genitori non possono assistere alle lezioni. Questo perché sovente i ragazzi si distraggono o, ancora peggio, i genitori si reinventano esperti e maestri disturbando l’allenamento e confondendo i piccoli.