Vuoi imparare a difenderti? Non fare karate

Voglio farti evitare di buttare via soldi e tempo. E soprattutto non voglio che tu rischi di farti male là fuori, nel mondo reale.

Continuano ad arrivare commenti sul canale YouTube o candidature all’accademia online dove mi scrivete che volete imparare il karate “perché così saprete difendervi”.

Ho già parlato del karate e della difesa personale in un video su YouTube e speravo fosse stato sufficiente. Ma a quanto pare devo andare un po’ più in profondità.

È vero: il karate è nato per la difesa personale, e a livello tecnico è un’ottima disciplina.

Infatti il problema non è il karate.

Il problema è come viene insegnato il karate e come viene studiata la difesa personale nei dojo di karate.

Perché lo studio della difesa personale è spesso raffazzonato, superficiale e a dir poco semplicistico.

Nessun insegnate considera che in un’aggressione in strada ci sono moltissime variabili e, che se non ti allenano a gestire queste variabili, tu sarai una vittima inerme.

In strada il tuo aggressore non sarà un karateka e non ti attaccherà come un praticante di karate.

Fuori dal dojo, nel mondo reale, dovrai gestire un aggressore non collaborativo, che farà qualsiasi cosa per non farti reagire, e farti più male possibile.

Un aggressore che potrebbe essere più grande, più forte e più pesante di te. E magari anche ubriaco o sotto effetto di stupefacenti. E che potrebbe avere un’arma (bottiglia, coltello, lametta, siringa…) o un gruppo di amici che lo aiutano.

Se verrai aggredito in strada porterai dei vestiti scomodi, che non ti permetteranno di muoverti come quando vesti un karategi.

Se verrai aggredito in strada sarai aggredito in un contesto diverso da quello del dojo. 

Potresti essere aggredito in un parcheggio, dove sarai libero di muoverti, o in un ascensore. Potresti trovarti schiena al muro o schiena a terra, con il tuo aggressore in monta che ti tiene per i capelli e ti fa sbattere la testa sull’asfalto.

Inoltre non devi dimenticarti che per un incontro ti puoi preparare, sia fisicamente che psicologicamente. 

Puoi studiare il tuo avversario, strutturare una strategia. In strada no.

C’è poi tutta la parte di dialogo e di distrazione che viene adoperata dagli aggressori per testare la propria vittima, per valutare come reagisce, per farle abbassare la guardia e attaccarla all’improvviso.

E infine ci sono le nostre due amiche per la pelle: paura e adrenalina.

Se non sei in grado di gestire e controllare queste due incognite tutto quello che hai studiato e imparato sarà inutile. E la gestione dell’adrenalina, ti ricordo, è stimolo-dipendente.

Per poter fronteggiare una situazione di questo tipo hai bisogno di una preparazione fisica, psicologica e tecnica specifica.

La domanda che ti faccio a questo punto è: un corso di karate sportivo o di karate tradizionale sono in grado di dartele?

Penso che la risposta sia abbastanza ovvia. 

Ma ci tengo a sottolineare nuovamente che il problema non è di natura tecnica.

Le tecniche che insegna il karate vanno benissimo. Però vanno contestualizzate e questo non si fa per due motivi:

  1. Gli obiettivi di chi insegna karate sportivo o tradizionale sono diversi da quelli di chi insegna difesa personale,
  2. La formazione degli insegnanti in ambito di difesa personale è spesso carente o lacunosa.

L’unico modo per insegnare davvero a chi pratica karate a gestire un’aggressione moderna in strada è quello di strutturare degli allenamenti dedicati dove si lavora su tutte le componenti di cui ti ho parlato prima con le corrette metodologie e i giusti mezzi.

Non è necessario fare un corso apposta o rubare tempo agli allenamenti settimanali.

Degli stage intensivi vanno più che bene. 

Io ad esempio faccio così: ogni uno o due mesi dedico un sabato o una domenica allo studio della difesa personale. In questi allenamenti faccio allenare i ragazzi su:

  • Prevenzione e gestione del dialogo,
  • Adattamento delle tecniche di karate al contesto moderno,
  • Allenamento sui 4 stazionamenti (in piedi, in ginocchio, seduto e coricato),
  • Gestione di contesti di rissa,
  • Gestioni di diversi spazi,
  • Allenamenti situazionali,
  • Allenamento sotto stress indotto,
  • Allenamento in simulazione,

E sarò sincero: lo faccio perché sono un egoista. 

Voglio avere la tranquillità di dire che i miei allievi sanno prevenire le aggressioni e che, se proprio non riescono a prevenirle, sono in grado di uscire dalla situazione con meno danni possibili.

Ma non tutti la pensano come me.

P.s. Mi permetto di scrivere queste cose perché io sono un nerd della difesa personale. Da anni studio ossessivamente la violenza, forse perché avendola provata sulla mia pelle so che danni fa. 

Se sei un insegnante e vuoi approfondire questi argomenti sentiti libero di scrivermi, questa è la mia mail personale: eugenio@dojoshinsui.com

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Eugenio

Dal 2009 Eugenio Credidio contrabbanda karate autentico ad Alessandria e nel web e insegna a riconoscere, prevenire e combattere la violenza. Oltre al sui dojo di Alessandria gestisce il canale YouTube di karate tradizionale più seguito d'Italia. Ha ideato il metodo di autodifesa Urban Budo che è stato riconosciuto dal CONI nel 2019. Nel 2013 ha pubblicato assieme al Maestro Balzarro, "On the road" per la OM edizioni e, nel 2020, "Passeggiando per la Via - Storia, riti e gesti del karate".

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