La nostra storia

La storia del nostro Dojo è una storia d'amore...

La storia del Dojo Shin Sui è una storia d'amore. Una storia d'amore per le arti marziali, ma soprattutto una storia d'amore tra due persone.

Una storia d'amore che sboccia nel 2009 e che continua ancora oggi e che, come tutte le storie d'amore che si rispettino, non è tutta "rose e fiori", ma è piena di conflitti, terribili battaglie, difficoltà e sotterfugi!

Ma iniziamo dal principio.

Quello di aprire un dojo è sempre stato un mio grande sogno. Ho sempre creduto che i valori e la filosofia che c'è dietro al karate potesse aiutare davvero le persone a vivere più serenamente e i bambini a crescere meglio ed è sempre stato un mio grande desiderio cerare di passare questi valori al più grande numero di persone possibile perché, credo, che mai come oggi le persone abbiano bisogno di sicurezza, equilibrio...consapevolezza.

Così, quando a 22 anni, alla fine del mio percorso di laurea, ci fu la possibilità di avere a disposizione dei locali per aprire un dojo non feci scappare l'occasione dalle mani!

Contattai subito il mio vecchio Maestro di Alessandria ed un mio collega istruttore e proposi a loro di "metterci in società".


Eugenio Credidio:

  • Dottore in Lettere
  • Istruttore 4° dan Karate
  • Master Instructor di KFM
  • Preparatore Atletico Sportivo riconosciuto dall'ELAV Institute
  • Personal Trainer riconosciuto dall'ELAV Institute
  • Ideatore del metodo di autodifesa Urban Budo®
  • Ideatore del metodo di difesa personale femminile Donna Sicura®

    Co-fondatrice del Dojo Shin Sui


    Valeria Chiecchio:

  • Allenatore 1° dan di Karate
  • Istruttrice di Yoga per il Fitness di 2° Livello
  • Co-ideatrice del metodo di difesa personale femminile Donna Sicura®

    Purtroppo il primo anno non avevamo la disponibilità dei locali (erano ancora da ristrutturare) così, iniziammo le nostre attività nella palestra della scuola elementare De Amicis: io dovevo insegnare al mattino ai bambini karate e, in cambio, alla sera mi veniva permesso di adoperare la palestra per i nostri corsi.

    Il primo anno fu difficile e molto stancante: dalle otto del mattino a mezzogiorno insegnavo ai bambini e dalle cinque del pomeriggio alle dieci di sera insegnavo ai miei primi allievi, ma pian piano i lavori andavano avanti ed il dojo iniziava a prendere forma.

    Fu proprio in questo anno che conobbi Valeria, un persona splendida che inizia a frequentare sempre più spesso (fino al punto di andarci a convivere assieme ) e che, pian piano, si appassionò al mio progetto.

    I mesi passarono e in un batter d'occhio si arrivò ad agosto. Ormai i locali erano quasi pronti per l'inaugurazione, tutto stava filando piuttosto liscio fino a quando non ricevetti una lettera nella quale i miei due "colleghi" mi informano che non se la sentivano più di continuare con il progetto e che preferivano rimanere nella loro vecchia palestra.

    Mi ricordo ancora benissimo quel giorno: stavo dando il colore all'ingresso del nuovo dojo quando, improvvisamente, il mondo mi crollò addosso.

    Mi trovai di colpo da solo a dover gestire una realtà progettata per tre persone...e senza nemmeno gli iscritti necessari per pagare le spese di gestione del locale!

    "Ok, non scoraggiamoci" mi dicevo "sono un karateka! Il karate ci insegna che le avversità ci colpiscono quando ci arrendiamo"...cercai di rimanere più zen possibile ma non era facile per niente!

    Fu solo grazie all'appoggio dei miei genitori e all'aiuto inestimabile di Valeria che si rimboccò le maniche e tra un turno di lavoro e l'altro mi dette una mano a gestire i corsi, tenere la contabilità, gestire i vari progetti che proponevamo alle scuole, accogliere gli iscritti e via dicendo.

    Non te lo nascondo, non è stato facile. Ci sono state parecchie difficoltà da affrontare e alle volte ci siamo chiesti se ne valesse la pena, ma ogni volta che vedevamo il sorriso di uno dei nostri piccoli allievi, o aiutavamo un ragazzo a gestire una situazione difficile o permettevamo ad una ragazza di capire quanto fosse forte e tenace e che poteva scuotere il mondo con le sue sole braccia, be' capivamo che ogni difficoltà valeva la pena di essere affrontata.

    Ed ecco perché oggi, dopo 10 anni, nonostante la crisi, nonostante le difficoltà, nonostante il continuo aumentare della concorrenza, io e Valeria siamo ancora qui, a calcare il tatami.