Lezioni di karate: la respirazione nel karate

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Si dice “è facile come respirare”, giusto? Bene chi lo ha detto non deve mai aver praticato karate.

Infatti nel karate la respirazione è una delle cose più complesse che ci siano e, non a caso, tutti i praticanti alle prime armi la sbagliano.

Ecco perché in Karate Anywhere ho dedicato un’intera settimana allo studio della respirazione.

Ma come mai è così difficile? Alla fine respirare è un gesto automatico.

È proprio lì il problema. Respirare è un gesto automatico e quindi, se già non ci poni l’attenzione quando non stai facendo niente di complicato (come ad esempio stare fermo su una sedia), figuriamoci se ci poni l’ attenzione quando stai eseguendo dei movimenti complessi e macchinosi che sono totalmente estranei al tuo corpo.

Quindi, prima di tutto, imparare a respirare significa imparare a essere consci della propria respirazione, significa diventare consapevoli di qualcosa. E questo è molto difficile.

Una volta che sarai riuscito a compiere questo primo passo allora potrai iniziare a studiare la respirazione che si adopera nel karate, che viene chiamata kime.

Il kime è un’espirazione forzata, coordinata alla tecnica, accompagnata ad una chiusura della muscolatura alla fine della tecnica.

Per effettuare correttamente il kime è necessario compiere una manovra di Valsalva al termine della tecnica ovvero una chiusura della glottide. Questa manovra dà vita al classico “rumore” che senti fare dai praticanti.

Detto così sembra complicato ma, come dico sempre ai bambini, in realtà lo fai  tutti i giorni senza saperlo (o almeno te lo auguro).

Non ci credi? Beh, allora sappi che quando vai in bagno a fare la cacca fai proprio una manovra di Valsava.

A tutto questo, giusto per non complicarci la vita, bisogna aggiungere una lieve retroversione del bacino.

Ah, dimenticavo: ovviamente la respirazione dev’essere diaframmatica; altrimenti sarebbe troppo facile.

L’utilizzo del kime è molto importante per 4 motivi

PRIMO: riempie la tecnica e le dà “vita”. Senza il kime la tecnica è un mero movimento vuoto.

SECONDO: permette di allenarsi alla massima potenza, ma in sicurezza. Infatti il kime aumenta il controllo del movimento e ti permette di “bloccarlo” a fine corsa. Ciò ti permette di lanciare le tecniche alla massima velocità e potenza evitando però l’iperestensione delle articolazioni.

TERZO: dà “compattezza” al corpo. La manovra di Valsalva aumenta la pressione intratoracica e intraaddominale e questo, unito alla contrazione del resto della muscolatura, rende le tecniche particolarmente “pesanti” e ti permette di contrastare la forza di ritorno che si genera al momento dell’impatto.

QUARTO: l’attivazione che della zona centrale (core) che si ha adoperando il kime ti permette di trasferire la spinta delle gambe alle braccia o la trazione della braccia alle gambe.

Bene adesso basta filosofare e passiamo alla pratica.

Come si fa il kime in 4 semplici passi (+1)

Passo n°1: devi prendere coscienza della tua respirazione e questo lo puoi fare ogni giorno, sedendoti su una sedia, chiudendo gli occhi per 5 minuti e pesando esclusivamente a respirare.

Questo esercizio lo puoi fare anche durante il mokuso prima della pratica.

Passo n°2: a questo punto prova a coordinare la respirazione con i movimenti senza mettere alcuna tensione (nel video ti faccio degli esempi).

Passo n°3: prova a eseguire il kime lentamente

Passo n°4: esegui il kime sulle tecniche.

Passo n°5: in realtà questo sarebbe da fare quasi subito, ma dato che richiede parecchio tempo, tanta pratica e tanta pazienza ho deciso di metterlo in fondo (se no rischi di stare mesi fermo senza cavare un ragno dal buco). 

Una volta che avrai preso coscienza della tua respirazione dovresti imparare a fare una respirazione diaframmatica ossia ad abbassare il diaframma quando inspiri e ad “alzarlo” quando espiri. 

È un argomento complesso che richiede parecchio tempo per cui lo tratterà un’altra volta in modo più approfondito.

Bene, ora che la respirazione e il kime non hanno più segreti per te, al lavoro! E buona pratica.

Eugenio

Dal 2009 Eugenio Credidio contrabbanda karate autentico ad Alessandria e nel web e insegna a riconoscere, prevenire e combattere la violenza. Oltre al sui dojo di Alessandria gestisce il canale YouTube di karate tradizionale più seguito d'Italia. Ha ideato il metodo di autodifesa Urban Budo che è stato riconosciuto dal CONI nel 2019. Nel 2013 ha pubblicato assieme al Maestro Balzarro, "On the road" per la OM edizioni e, nel 2020, "Passeggiando per la Via - Storia, riti e gesti del karate".

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