Nel video di oggi ti parla della distanza di sicurezza, un concetto fondamentale che ti deve entrare in testa e stampigliarsi nel tuo cervello come se fosse stato fatto a fuoco. È un tema di cui si parla tanto, ma spesso in modo impreciso e sommario. Prendiamoci un momento per approfondirlo.
La distanza di sicurezza è la tua prima arma di difesa o quantomeno la tua prima arma di prevenzione. Ma quanto è questa distanza? Qualcuno dice un metro, altri la lunghezza di un braccio, ma ti dico subito che la lunghezza di un braccio è troppo corta.
Quando una persona arriva alla distanza di un braccio, è già entrato nella nostra zona vitale, e questo non ci piace. Un’aggressione in strada avviene sempre a corta distanza. Qualunque aggressore farà tutto il possibile, usando tecniche di distrazione e dialogo, per avvicinarsi a te. Le aggressioni partono da questa distanza ravvicinata, non da lontano come in uno sport da combattimento.
La distanza di sicurezza corretta è due volte la lunghezza del nostro abbraccio. Da qui, lui non può toccare me e io non posso toccare lui. Questo ci permette di lavorare di prevenzione.
L’importanza della distanza nella prevenzione
Lavorare di prevenzione significa usare il dialogo per mantenere la distanza e mettere barriere verbali. Se queste barriere vengono rotte e la persona chiude la distanza, mi rende chiara la sua intenzione di attaccarmi.
Ricorda: ogni volta che una persona che non conosci (ma anche se la conosci) chiude la distanza e tu non vuoi che lo faccia, è un grande campanello d’allarme. Devi fare tutto il possibile per mantenere questa distanza di sicurezza.
Un altro punto importante: a corta distanza, l’aggressore può facilmente nascondere e usare un’arma. Non parliamo solo di coltelli o pistole, ma anche di armi improvvisate come lamette, ami, o siringhe. Per questo è vitale evitare che un potenziale aggressore si avvicini troppo.
Un esercizio pratico: la spinta
C’è un esercizio semplice che faccio con i miei allievi per prendere confidenza col contatto fisico e imparare a valutare la distanza di sicurezza: l’esercizio della spinta.
Funziona così: mi metto in posizione neutra, il mio compagno si avvicina e mi spinge. Io assorbo la spinta e, scivolando indietro, ricreò la distanza di sicurezza.
Sottolineo che questo è un esercizio. Serve per imparare a gestire il contatto fisico, a gestire una spinta (che non ha mai ucciso nessuno), e a creare ad occhio la distanza di sicurezza.
P.s. Se vuoi scoprire di più sul metodo vai su www.urbanbudo.it o visita la pagina del corso https://dojoshinsui.com/urbanbudo/